Bollo Auto: si parla di abolizione.
Ecco cosa succede (e cosa fare nel frattempo)

Se possiedi un’auto, ogni anno arriva quel momento in cui devi fare i conti con una spesa fissa: il BOLLO AUTO.
Una tassa di possesso che, negli ultimi mesi, è tornata prepotentemente al centro del dibattito politico.
La notizia che sta facendo il giro del web è una sola: il bollo auto potrebbe essere abolito. Ma è davvero così? Cosa c’è di vero in queste voci e, soprattutto, come ti riguarda oggi mentre stai cercando la tua prossima auto?
In questo articolo facciamo chiarezza sulla proposta, analizziamo i numeri e ti spieghiamo quali sono, nel frattempo, le uniche certezze su cui puoi contare per risparmiare.
La proposta: addio al bollo dal 2028?
A riportare in auge l’idea dell’abolizione è Forza Italia, che l’ha inserita nel pacchetto di misure da discutere per la prossima Legge di Bilancio 2027.
L’obiettivo dichiarato dal partito, e sostenuto pubblicamente da esponenti come Antonio Tajani, è arrivare a una cancellazione totale del bollo per auto e moto entro il 2028, con un percorso graduale da definire nelle prossime manovre finanziarie.
La proposta si inserisce in un contesto più ampio di riforma fiscale che include anche la detassazione delle tredicesime e modifiche alle aliquote IRPEF.

Perché non è (ancora) una certezza
Prima di fare progetti, è fondamentale distinguere tra una proposta politica e una legge approvata. Al momento, la cancellazione del bollo non è stata approvata e non esiste alcun provvedimento ufficiale che ne sancisca la fine.
Il nodo principale è uno solo: i soldi. Il bollo auto genera ogni anno circa 7,5 miliardi di euro di gettito per le Regioni.
Abolire questa tassa significa trovare una copertura finanziaria alternativa per non lasciare un buco nei bilanci regionali. Per questo, la strada per l’approvazione è descritta dagli analisti come “tutta in salita”.
In sintesi: l’ipotesi è sul tavolo, ma la decisione finale spetterà al Governo e al Parlamento nelle prossime settimane.
Cosa cambia davvero nel 2026: le nuove regole del bollo
Mentre si discute del futuro, il presente del bollo auto ha già subito cambiamenti importanti nel 2026. Con il D.Lgs. 147/2026, che attua la riforma del federalismo fiscale, sono state introdotte nuove regole che ogni automobilista deve conoscere.idealista
Ecco i punti principali che impattano direttamente su di te:
- Addio al pagamento rateizzato: Per tutti i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026, non è più possibile pagare il bollo in modo frazionato (rate mensili, trimestrali o semestrali). Si paga in un’unica soluzione.
- Si paga in base alla residenza: Dal 12 agosto 2026, la Regione a cui versare il bollo viene individuata sulla base della residenza anagrafica del proprietario, e non più in base alla targa. Un cambiamento importante per chi si sposta o vive in regioni con aliquote diverse.
- Niente sconti sul Superbollo: Dal 1° gennaio 2027, le eventuali esenzioni dal bollo deliberate dalle Regioni non si estenderanno automaticamente al Superbollo (l’addizionale statale per le auto oltre i 185 kW). Per quest’ultimo varranno solo le esenzioni previste dalla legge statale.
- Bollo anche con fermo amministrativo: La riforma ha chiarito definitivamente un punto spesso controverso: il bollo si paga anche se sul veicolo è in corso un fermo amministrativo. Il debito continua a maturare per tutto il periodo in cui il veicolo non può circolare
Chi può non pagare il bollo oggi
(le esenzioni reali)?
In attesa di sapere se e quando il bollo verrà abolito, è utile conoscere le situazioni che già oggi danno diritto a non pagare (o a pagare meno).
Le categorie esenti o agevolate si dividono principalmente in quattro gruppi:
Persone con disabilità: L’esenzione totale spetta ai beneficiari della Legge 104/192 (art. 3, comma 3), con limiti di cilindrata specifici (es. 2.000 cc per benzina, 2.800 cc per diesel).
Auto storiche: I veicoli con più di 30 anni di anzianità iscritti a un registro storico riconosciuto sono esenti dal pagamento. Per i veicoli tra i 20 e i 29 anni di interesse storico è prevista una riduzione del 50%.
Veicoli ecologici: Le auto elettriche pure (BEV) godono di esenzione totale per i primi 5 anni dalla prima immatricolazione (a livello nazionale). Dopo questo periodo, in molte regioni si paga una quota ridotta (solitamente il 25%), mentre regioni come Lombardia, Piemonte e Toscana mantengono l’esenzione perpetua.
Reddito basso: Una novità del 2026 prevede la possibilità di esenzione per chi percepisce un reddito personale annuo pari o inferiore a 8.000 euro, previa presentazione della documentazione all’Agenzia delle Entrate.
Ricorda: per ottenere l’esenzione non basta rientrare nella categoria, bisogna fare domanda e presentare la documentazione richiesta.
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